La scuoletta delle carte

Se gira male non c’è niente da fare,
se tira bene issa pure le vele.
Se batte il cuore un altro è vincitore,
se perdi fatti incudine, se vinci sii martello.
Il rivale che odi fingilo fratello,
ma l’amico che ami, dagli addosso a quello.
Se mostri per qualcuno solo un po’ di pietà,
è proprio lui che ti massacrerà.
Quando vinci, di te hanno paura,
ma se perdi ti dànno sepoltura.
Sono avvoltoi, si cibano di morte,
aspettano soltanto che tu perda le forze.
La sorte dà a chi ha e toglie a chi non ha.
Quando va tutto bene cominciano le pene.
Sfortunato in amor non giochi a carte,
l’amore fortunato ha lui le matte.

Patrizia Cavalli (Todi, 1947), da Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi 2006)


Tre diviso due

Ricordo che un giorno scherzavamo
se ci lasciassimo cosa sarebbe dei nostri tre figli
uno e mezzo a testa?
Li taglieremmo a metà?
Era un gioco stupido, ancora più stupido
adesso che sembra avverarsi
c’è una realtà dove si perde tutti
e tre diviso due fa zero.

Francesco Tomada (Gorizia, 1966), da A ogni cosa il suo nome (Le voci della luna, 2008)