Il chiostro

Non si può essere figli, lo si deve. 
Brera era qualcosa a cui appartenere 
meno, ma meglio. Vivere con questo, 
farsi come porte aperte, come isole discretamente
naufragare dentro l’iride. Con il corpo chiuso 
di una copia il magma sogna ancora 
il sogno di una forma, seguita nel chiarore 
ellenico di un fauno; altri torneranno, per partire 
in uno scatto d’elitre. C’è chi ha detto io 
stringendo tra le mani cupole di erba raggelata, 
cadendo dietro i tetti la sera chiude gli occhi 
di Prussia. C’è chi ha detto di si a tutto questo, 
e chi dice di noi, tacendo. 
E ancora io non so di cosa andare fiero 
se mi applaude dal cortile il volo di un piccione. 

Alessandro Grippa (Treviglio, 1988), da Opera in terra (Lietocolle-Pordenonelegge, 2016)

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