Linoleum

Io credo che infine tornerà
ai piedi il luogo di tutti
gli amori, perché non possiamo
tornare alla natura,
al linoleum
scollato, con bolle d’aria
al magazzino diminuito. Ero
lì, qui il tempo
che peggiorava i passi. Ora
intuisco il rivestimento di tutto
a tutto, il seno sfigurato
dall’ideale pentimento.
E l’oggi fatto con la cera
che macchia le morti.

Alberto Cellotto (Treviso, 1978), da Vicine scadenze (Zona, 2005)