Eravamo pronti? Ve lo chiedo ora

Eravamo pronti? Ve lo chiedo ora
che mi assalite urlanti: davvero pronti?
Amici, io non lo so. Quel tradimento
larghissimo lucente, ghiotta spora
di un virus sopraffino nella bora
dei nostri sogni, fu un divertimento
infantile, un festino di tormento, 
oppure aveva un senso e ce l’ha ancora?
Ho smesso di saperlo. Mi affratella
a voi ben altro, oggi: non la prontezza
delle nostre azioni, o la spietatezza
nei nostri cuori, ma la vostra morte,
vostra e non mia nello sconquasso di vento forte
che non soffia ma soffia in questa cella.

Paolo Maccari (Colle di Val d’Elsa, 1975), da Fuoco amico (Passigli, 2009)

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