Sono sceso nella luce

Sono sceso nella luce
arancione, nell’asfalto
Buio – Notte
che sporca i pìe
ad arrotolare
le Strisce Pedonali.

Le meto a sugar
con cura, di traverso
alla vita
prima di attraversarla.

Ho fari abbaglianti
abbastanza per
strade scure senza sfalto
da salvare la vita
dei ricci con fegato.

Io l’ho visto l’Uomo Nero
spuar calìgo tirando sassi
ai soli artificiali
per veder le stelle
sonnifero del buio.

Serviva il Black – Out
per capire che il buio
non si era sbiadito
mentre il treno
indormensà delle
6 e 20
pol anche fermarse,
proprio adesso,
nella stazione in mezzo
al mare.

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), da Il salto del salvavita (Campanotto, 2006)

 

 


Progettava così la sua vita

Progettava così la sua vita. Dalla finestra misurava il tempo delle cadute: degli stracci, delle pattine appena lavate, delle bottiglie di plastica schiacciate. Prendeva appunti: vento, attrito, condizioni variabili della temperatura, l’impatto delle cose sul terreno, lo scomponimento dell’oggetto, le fratture irreparabili. Aveva trent’anni, era lì da poco. Abitava al quarto piano della casa nuova: quella che non c’era quando ero piccolo, quella fatta sul posto della fabbrica di gomma e cerchietti, vicina al rottamaio che stortava tutto. Distruggeva.

Stefano Raimondi (Milano, 1964), da Interni con finestre (La Vita Felice, 2009)