(Lo stesso respiro)


C’è qualcosa in questa vita imperfetta 
di opprimente e così appagante 
che quel né prendere né lasciare 
tante volte si tramuta in un prendere 
ogni cosa e lasciare che cada o scompaia.
Ci siamo così lasciati e ripresi 
riavvolti nella nostra coperta di scuse
e alle cinque del mattino rivisti 
in un sogno e poi per minuti e ore
costretti al silenzio – la diga 
che satura ogni intento. 
Facciamo allora che in tutti 
questi anni siamo stati lo stesso respiro 
– facciamo che non ho paura di cadere
perché sarai sempre tu a rialzarmi 
sempre tu a dirmi la pienezza delle parole
che sono voce dura e indifesa.

Michele Obit (Ludwigsburg, 1966), da La balena e le foglie (Qudu 2019) 



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