Due tempi

La civetta è un uccello pericoloso di notte
quando appare sul suo terreno
come un attore sulla scena
ha smesso la sua parte di zimbello.
Con una strana voce
fa udire il suo richiamo,
vola nell’aria notturna.
Allora tace chi si prendeva gioco,
si nasconde dietro un riparo di foglie.
Ma è breve il seguito degli atti,
il teatro naturale si allontana.
All’apparire del giorno
la civetta ritorna al suo nido,
al suo dimesso destino.

Giampiero Neri (Erba, 1927), da Liceo (Guanda, 1986)


per rimettere il senso nelle mani di ognuno

per rimettere il senso nelle mani di ognuno
di coloro che bruciarono al fuoco
del dolore a mente rinata per assolvere
il sorriso dl dissolvimento incrociato
investigato almeno una volta in corso
per quantificare la sconnessione delle ossa

oso profanarti, tempo, nel disvelamento
del tuo bastione oso liquefarti in alto
dove più granitiche risiedono le tue certezze
Giovanna Frene (Asolo, 1968), da Datità (Manni, 2001)

– consigliato da Tommaso Di Dio