Di quelli che guardano il mare

Di quelli che guardano il mare
ne arrivano ogni giorno. Gente in fuga.
Spesso rimangono in auto,
schiudono a malapena un finestrino.
Qualcuno invece scende,
fuma adagio appoggiato alla ringhiera.
Mezz’ora, un’ora. Dipende. Poi ripartono
scuotendo con cura la sabbia dai vestiti.
Eppure resta sempre qualche traccia
nei luoghi più impensati: sotto il bavero,
dietro le orecchie, a volte sulle palpebre.
Più tardi, a certi capita
di non sapere dove sono andati,
né tantomeno perché.
Fabio Pusterla (Mendrisio, 1957), da Le cose senza storia (Marcos y Marcos, 1996)

– consigliato da Fabrizio Lombardo


Le parole semplici

Le parole semplici, per me, sono come le cose che mettevi insieme nella vita. Da oggetti apparentemente inutilizzabili tiravi fuori qualcos’altro. Li combinavi e nasceva una nuova funzione. Ecco che allora una vecchia grata da finestra, quattro assi smangiate di un bancale e del filo di ferro già sfruttato, diventavano la gabbia dei conigli. Così faccio io con questi termini, questi suoni familiari, schietti e genuini. Cerco di farli ancora funzionare, di parlare ancora con qualcuno.

Fabrizio Bernini (Broni, 1974), da Le parole semplici (Stampa 2009, 2019)

– consigliato da Marco Pelliccioli