VI. il ciglio delle nostre vite

lascio che la macchina scompaia
lungo la strada che mai arriva
inghiottire i chilometri, l’asfalto
consumarlo come queste ruote
che girano dentro la testa,
butto tutte le parole dal finestrino
e solo vorrei non pensare agli scontri
frontali che dentro mi accartocciano,
sul volante tenere salde le mani
nelle raffiche di vento, e scorra
sul parabrezza questo dolore
lo porti lontano la corrente
fino a sparire dallo specchietto.
Questo cielo d’estate vorrei solo
con me i miei figli, non chiedere
nulla nemmeno tu, stammi
solo accanto come questi alberi
che segnano il ciglio delle nostre vite

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), da Il verde che viene ad aprile (Qudulibri, 2019)