Villanelle di Qohèlet

Ciò che la tua mano trova da fare,
– disse – fallo con tutte le tue forze
con tutte le tue membra,

con l’inguine, con l’osso temporale
con le ciglia, con il piccolo psoas,
ciò che la tua mano trova da fare,

fallo col cremastere, con le labbra
e con le ghiandole di Skène – disse –
fallo con tutte le tue membra,

con lo sterno, con la spina dorsale,
con la fossetta di von Mohrenheim,
ciò che la tua mano trova da fare,

fallo con ogni tua singola vertebra
con tutte le ferite del tuo corpo,
fallo con tutte le tue membra,

fallo, non esitare, poiché quando
sarai nel sottosuolo,
con tutte le tue membra,
la tua mano non avrà nulla da fare.

Federico Italiano (Novara, 1979), da Habitat (Elliot, 2020)


Settembre, nuvole, rotte. Piogge

Primo discorso alla ciurma
Oceano, Sabato 9 Settembre

Settembre, nuvole, rotte. Piogge
e mappe, bussole, catrame, voli. Tutte
le parole che posso dirvi, sopra questi binari
invisibili d’acqua e spuma e i pesci
come frecce, come angeli di Dio.
Noi siamo con la regina
tra i fili mobili. All’alba, vediamo le spostate
nuvole dai venti. Vediamo il passato
e il futuro in un insieme confuso: adesso ci manca
il corpo della donna o dell’uomo
che abbiamo amato. I giorni
attraversano la mente
attraversano lampi oppure pollini
attraversano spore o sinapsi, oppure sono
bocca sopra bocca
mentre tra i cordami del cielo tutto muto il mondo irradia
evapora. Dove si va
amici, le parole finiscono.

Tommaso Di Dio (Milano, 1982), in Verso le stelle glaciali (Interlinea, 2020)