È senza audio

È senza audio
stasera il cielo, ragazza impasticcata la
luna,
semivuoto l’hangar dell’universo

i bicchieri inutilmente in fila

il respiro pieno di ferite
vite molte in una

chi se ne frega se sono poesie sbagliate
versa amico,
l’infinito è una sbarra che ci traversa,
la Natura mai pura imperversa.

E noi, siamo di nessuno?
curvi alla ringhiera,
dici un po’ bevuto: la cosmologia
che non spiega l’amore no, non è vera

Io lo so, in petto ho
un tir, autostrade, notte, foglie
contro i vetri, pianure,
sterminate nevi, animali d’ombra in corsa lungo i fossi,

mente piena di doglie- ma vedo

la mano dell’amore da autista
manutentore
ha un anello nelle dita grosse

un sigillo lavorato

riflette nel cristallo del parabrezza
alla radiotrasmittente dice
con voce un po’ impastata ma lo dice: ehi, ehi!
mi chiami, mi chiami, bellezza?

Davide Rondoni (Forlì, 1964), da La natura del bastardo (Mondadori, 2016)


questo è un quaderno per cacciare col falco

la ragazza beve latte e assenzio,
solo nell’ora
del sole più caldo diventerà sirena
corpo tiepido in acqua misto ad alghe

traccia sensibile all’avvicinamento
sta davanti al tuo corpo,
dentro di te si muove, grano come mare

interrogheranno i girasoli
le viscere, le api: ha un sapore di ouzo,
di plastica al sole

e il terreno è sensibile al tuo peso,
si modifica come uno schermo: scorreranno
viste della città d’oro

la città temporanea nel tempo
che ti abita, sai
la posizione esatta della nuca,
e dalle spalle ai calcagni: a ogni tuo passo

questo che sei nel centro, rilégalo
con lacci, tocca i talloni, la pelle
delle braccia dove trema: hai freddo e vai
avanti:

corpo piú profondo e sconosciuto,
riscrivi le tue leggi:
non sei piú, acqua mista a mare,
sei che brucia sostanza e continua bruciando

questo è un quaderno per cacciare col falco
scrivi le prede:

questo è un libro, oppure
il bosco diventa un diverso bosco
il tuo corpo è un profumo
fatto d’unguento

Laura Pugno (Roma, 1970), da il colore oro (Le Lettere, 2007)