Due ritratti

Un tempo dovevano essere diversi,
i ritratti dei fratelli: lui in posa
contro uno sfondo prevedibile, solenne
(la torre, il castello, l’ampio arco del cielo);
l’altra stanca, dimessa, presa quasi di sghembo
in una stanza poco nobile, magari
la cucina. Adesso che li guardi, con la torre, il castello,
la cucina ormai deserti da anni, sono foto
di una stessa paura, scatti presi di nascosto
nello stesso momento.

Massimo Gezzi (S.Elpidio a Mare, 1976), da Il numero dei vivi (Donzelli, 2015)


Jackson Pollock

Non ho paura di distruggere l’immagine.
Lei viene fuori comunque,
riconoscibile, sempre.
Sgocciolo, faccio giardino con il mio sangue, sperma, sudore,
alcol-colore.
Sono l’umile servo di lei,
Necessità.
La più bella tra le dee, l’idea
che sta al di là delle idee,
«senza mani, senza forme»,
che informa la natura delle cose.
La mia è la cerimonia
più oscura
per onorare le forme.

Rosita Copioli (Riccione, 1948), da Le acque della mente (Mondadori, 2016)