Svuotare le parole

Svuotare le parole,
far tacere le voci.
Arrivare al punto
in cui si resta muti,
nel mondo, e sperduti.
Quando ci si scopre feroci
con se stessi,
e si tocca il fondo.

Alida Airaghi (Verona, 1953), da Il silenzio e le voci (Nomos, 2011)


Meccanismo infernale

In balìa di una grande occasione d’angoscia,
stupida e falsa, irrilevante
come ogni occasione d’angoscia,
saper bene cosa dover fare, e farlo,
è tutta un’altra cosa.

Ma la peggiore delle cose è farne,
per salvarsi, un argomento di scrittura
come farebbe il più imbecille dei poeti.

Non ci si muove d’un passo verso
la salvezza, ci s’infogna,
si gira attorno alla cosa da fare
deliberatamente, con il diavolo in testa.

Ci si affeziona al dolore e alla rabbia
e si vorrebbe non sapere
la via d’uscita,
che è lì davanti bella spalancata
ad aumentarci l’impotenza
del non volerla prendere
pur sapendo che è buona.

Così, dicevo, sragiona l’imbecille,
e meno uno lo è
più si scava la fossa all’inferno.

Poesia, schifosa scappatoia,
sparisci, via, dalla mia vita.
Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Prove di libertà (Mondadori, 2012)