La cima

Krön

Med en suck börjar hissarna stiga
i höghus ömtåliga som porslin.
Det blir en het dag ute på asfalten.
Trafikmärkena har sänkta ögonlock.

Landet en uppförsbacke mot himlen.
Krön efter krön, ingen riktig skugga.
Vi flyger fram på jakt efter Dig
genom sommaren i cinemascope.

Och på kvällen ligger jag som ett fartyg
med släckta lysen, på lagom avstånd
från verkligheten, medan besättningen
svärmar i parkerna där i land.

Tomas Tranströmer (Stoccolma, 1931), da Klanger och Spår (1966) [Echi e tracce], in Poesia del silenzio (Crocetti, 2011)

Come un sospiro gli ascensori iniziano a salire
in alti edifici fragili come porcellana.
Fuori su l’asfalto si fa caldo il giorno.
I segnali hanno le palpebre abbassate.

La terra una salita verso il cielo.
Cima dopo cima, nessuna vera ombra.
Voliamo avanti a caccia di Te
per l’estate in cinemascope.

E di sera sono un vascello
a luci spente, a giusta distanza
dalla realtà, mentre a terra
nei parchi fluisce l’equipaggio.

 


Vado all’indietro nell’ombra

Vado all’indietro all’ombra
Giù per un canale d’erba tra felci d’acqua
Fino al vascone di sasso
In un fondo di secoli e radici
Così lontano ma poco lontano da casa
Dove miste tra un bene e un altro bene
Si perdono stagioni senza peso
Al pasto del sole.

Vado all’indietro nell’erba
All’ombra tra gli alberi di porcellana
Nel segreto di una famiglia.
Non so se questo mi salverà.

Antonio Riccardi (Parma, 1962), da Il profitto domestico (Mondadori, 1996)