Aspetto davanti alla stazione di Bologna

Aspetto davanti alla stazione di Bologna
un mio amico residente nel bresciano
e che non vedo ormai da tempo.
Non tutti i viaggiatori sanno che lì
c’è un orologio rotto: alcuni modificano
il proprio, mentre altri si rivolgono
agli addetti chiedendo spiegazioni,
lamentando il disservizio.

E per certuni quella lapide è patetica,
porta tristezza alla mattina presto a questi
che si recano al lavoro. Gradirebbero piuttosto
un cartellone che la sostituisca,
qualcosa d’esplosivo, una pubblicità di sconti
eccezionali, di prezzi bomba, qualcosa
d’inimmaginabile, che colpisca le coscienze,
che sui passanti abbia un effetto devastante.

Matteo Fantuzzi (Castel San Pietro Terme, 1979), da Kobarid (Raffaelli, 2008)

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2 commenti on “Aspetto davanti alla stazione di Bologna”

  1. icalamari ha detto:

    qualcosa d’esplosivo …

  2. davidecastiglione ha detto:

    La potenza (e la riuscita) di questa poesia sta nell’allusione alla strage del 1980: rimando all’indietro e suo svuotamento nel contemporaneo, dove ‘esplosivo’ ha connotazione positiva e rimanda ai media che vogliono catturare la nostra attenzione, facendoci dimenticare il passato. Ma l’inconscio che allude al passato prevale, per chi sa coglierlo.


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