Claudio Damiani consiglia Daniele Bollea

Luna libera

Per quale mai legale analogia
solo perché so in formule il tuo moto
dovrei pensarti schiava,
incatenata all’orbita,
e a questa, assimilare il mio cammino,
di attonito pastore rassegnato.
No,
per me sei vagabonda smemorata,
che sempre in campo aperto s’avventura,
ma la terra da un fianco la richiama.
A questa luna voglio somigliare,
a questa libertà che c’è in natura,
che è quella di seguire principi primi,
mossi da profonde spinte.

Daniele Bollea (Roma, 1945), da Prendere terra (I Quaderni del Battello Ebbro, 2000)

 

Ancora una poesia alla luna. Solo che stavolta l’autore è un astrofisico. E che ci dice il poeta-astrofisico? Che la scienza ha lasciato il meccanicismo, nel quale teneva segregata la natura, e si stupisce della sua libertà. Arte e scienza di nuovo insieme, come nel Rinascimento, e libertà umana non separata, ma strettamente collegata alla libertà della natura.
Scrive il poeta-astrofisico in una nota: “La natura non era più quella prigione da cui il pittore  da secoli era in fuga cercando nell’anima la perduta libertà”.  (Claudio Damiani)

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