Non sapevo se le mie parole erano le stesse

Non sapevo se le mie parole erano le stesse
per tutti, la mia notte
se era la stessa nessuno lo sapeva.

Valli, ogni volta che venivo,
erba ripetevo, adesso è ancora questa erba,
e alberi, toccarli, dire alberi.

Viale che non guardo,
rimasto come lo sapevo ma neppure un viale.
E cammino anche più in là di me
adesso che piangere è pioggia,
e stare soli è più grande.

Mario Benedetti (Udine, 1955), da Umana gloria (Mondadori, 2004)


Torneremo sui cumuli muti

Torneremo sui cumuli muti
a farci calce. Qui, sotto all’edera,
ci sono le pietre bianche
prelevate dal muro per aprire
una porta alla casa nuova dove
sei morto: c’è tanta luce,
e un’aria fresca, immobile. Ho preso
sulle spalle le incombenze, i silenzi,
la voglia di dormire, il mutuo. Ora
lavoro ogni giorno, vengo da solo
a mettere una mano sopra i sassi
mentre mancano le parole giuste.
Sento i nervi e i denti tirarsi piano
nella loro posizione, rientrare
negli alvei come un ordine,
una correzione.

Andrea Ponso (Noventa Vicentina, 1975), da I ferri del mestiere (Mondadori, 2011)