perché siamo sempre così ossessionati dai

perché siamo sempre così ossessionati dai
corpi e dalle teste, pieni di crateri che
spumeggiano vocazione, imbecilli fino
all’osso per queste provocazioni di cui ci
cingiamo il capo, sorprendenti, prevedibili,
marci da far schifo e ancora pronti a
ritentare, prolungare l’indulto, promulgare
nuove incursioni, abbiamo depredato ogni
arto, ogni cimelio, ogni piccolo ricordo roso
dai nostri desideri bulimici, perché siamo
ancora qua, a scrivere cose consumate, a
far di niente un fascio – nemmeno un falò.

Greta Rosso (Casale Monferrato, 1982), da Manuale di insolubilità (LietoColle- Pordenonelegge, 2015)


Bunker

Ora la notte è violenza e arsenico.
E viola non è lutto
ma il livido che marchia il cielo,
l’oscura cicatrice che scava il sangue –
il tatuaggio, l’urto.

Ora la notte
non è detta,
la vita
non è data, non è mai venuta –
ora la fitta, la stretta
ci danno un varco,
la nostra meta vera,
la 
ferita

Alessandro Bellasio (Milano, 1986), da Nel tempo e nell’urto (Lieto Colle – Pordenonlegge)