Invito

Dalla stanza dello sposo voce tenue, basse.
i fruscii, avvertibili, sul parquet del corridoio. È qualcosa
di fragile verde quello che accade.
A notte
dopo la musica elettronica, nei silenzi
della campagna, le elegie di giugno
fino nel cuore di un solstizio tedesco.
Penso che forse stiamo fuggendo da qualcosa.

Dentro la casa vecchia guardo
una strada sterrata che taglia il prato,
un’alba come un orizzonte vasto,
fino i colli lontani della Franconia.

Gabriel Del Sarto (Ronchi, 1972), da Sul vuoto (Transeuropa, 2011)

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