A un tiro di schioppo dal firmamento

A un tiro di schioppo dal firmamento
delle possibilità
la diaspora dei neuroni
inaudita antifona
intona i buzzichii d’un salmo

raduna prati verdeggianti
acque quiete
l’anima mia
il calice ricolmo

morto io morto il mondo
e nulla più che vastità
impassibile al rastrello della storia.

Ma l’insulina precipita
s’ingorgano gli attimi, gli occhi
come buchi nell’acqua
s’increspano al cipiglio

e mi vedo al tuo cospetto

come allo specchio ricurvo.

Fernando Marchiori, da Il ginepraio delle cetere (Liberty House, 1986)

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