Gelsi

Hai fatto questo semplice gesto con la mano:
l’hai sollevata fino al volto,
l’hai tesa verso il mio finestrino,
mentre guidavo: ho guardato,
e contro la luce caliginosa
della mattina li ho contati,
otto, otto gelsi a chioma aperta
come la coda di un pavone imbalsamato,
in processione lungo la linea
del nostro sguardo, così perfetti
che per un attimo ho scordato
orari coincidenze
e ho rallentato per capire
come mai di otto alberi in fila si possa dire
“guarda che belli!”, come hai detto,
se loro non decidono di esserlo e tutto
è un avvicendamento senza senso,
o se basta un movimento della mano
e un sorriso per fare di otto alberi
in riga un’illusione di riscatto.


Massimo Gezzi
 (Sant’Elpidio a Mare, 1976), da L’attimo dopo (Sossella, 2009)


la notte è ancora lunga quando ottobre

la notte è ancora lunga quando ottobre
è la prima stagione dei monsoni
di questi caratteri tropicali:
certamente qualcosa è cambiato
fra te e il mondo
se nemmeno riposiamo in pace
non del tutto eredi di qualcosa.
e noi siamo quelli premuti
con la testa contro il piede
al pari dei serpenti
per le nostre oscenità
dette altrimenti debolezze.
Marco Corsi (Montevarchi, 1985), da Le acque (L’Arca Felice, 2014)