Lascio da parte i commenti da marciapiede

Lascio da parte i commenti da marciapiede
alle luci stente sbranate di marzo
non spetta giudizio
e una fiera d’anime, il controcanto
del viaggio, mi ingombra l’aria
come singhiozzi di morte alla catena.
Quasi sempre la parte in vista di noi
è un lascito magro alla curva di un bancone,
raccolti su un tavolo, quando i minuti
muti senza sonno sospesi
non si possono dire e puoi passare
la sera a farti notare per quello che porti
o difendere un vizio senza discorsi,
così, non spartire niente di te.
Vedi quanto manca a saperci conclusi.

Alessandra Frison (Verona, 1985), da poetarumsilva.wordpress.com

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One Comment on “Lascio da parte i commenti da marciapiede”

  1. Fiorella D'Errico ha detto:

    Mi fa venire in mente un quadro di Hopper: la descrizione nitda di tanti particolari per raccontare il vuoto. Mi piace. Personalmente, il linguaggio lo sfronderei un po’, specie di alcuni giochi fonici tipo minuti-muti, così come le immagini che si affollano a volte una sull’altra. Però è il mio gusto, lo dico en passant, la poesia è bella, ben fatta, colpisce.


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