(le 9)

La mezz’ora che occorre alle lenzuola
per prendere aria. Mi posso
alzare, non oziare.
C’è una regola
ogni mattina, laboriosa.
I compiti:
ma sono compiti, questi, da darsi
a uno come me?
Tutti disegni
dal vero: mi succede che, negato,
tremo da anni a ogni vista di foglia
o frutto che abbia spicco per beltà
o stravaganza.
Eccomi su scrittoi
di fortuna, vano su fogli vani:
lancio occhiate impotenti, spaventate
a questa oblunga cosa
che non ha chiesto di farsi ritrarre:
un rugoso limone, un quasi-cedro.
Troppo vero per me.

Silvio Ramat (Firenze, 1939), da Il gioco e la candela (Crocetti, 1997)

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