Vastità del cielo notturno
Pubblicato: 23 novembre 2012 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Alain Veinstein 2 commentiAmpleur du ciel nocturne
constellé d’étoiles…
Je suis à ma table, devant la fenêtre,
la tête brûlante dans le froid,
sans mettre la main sur les mots que je cherche
pour dire les couleurs intenses de ce ciel.
C’est toujours comme ça.
Jai beau être affamé comme un ogre,
Je reste sur ma faim,
trépidant d’impatience
dans la compagnie des mots fuyant la réalité.
Ceux que je couche sur le papier
gardent le silence
et j’ai boullonne de mots qui refusent de se donner,
qui jouent à cache-cache avec ma main
en m’entretetenant dans l’illusion
qu’ils m’aiderant un jour à sortir de là
sans plus jamais faire perdre le fil.
Alain Veinstein (Cannes, 1942), da Les développement des lignes (Éditions du Seuil, 2009), in Nuovi poeti francesi (Einaudi, 2011)
Vastità del cielo notturno
costellato di stelle…
Siedo al mio tavolo, di fronte alla finestra,
il capo ardente nel freddo,
senza metter la mano sulle parole che cerco
per dire gli intensi colori di questo cielo.
È sempre così.
Per quanto io sia affamato come un orco,
non mi sazio,
vibrante d’impazienza
in compagnia di parole che fuggono la realtà.
Quelle che poso sulla carta
rimangono silenti
e ho mille parole in testa che rifiutano di offrirsi,
che giocano a nascondino con la mia mano
alimentando l’illusione
che mi aiuteranno un giorno a uscire da qui
senza mai più farmi perdere il filo.
Aspetto davanti alla stazione di Bologna
Pubblicato: 22 novembre 2012 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Matteo Fantuzzi 2 commentiAspetto davanti alla stazione di Bologna
un mio amico residente nel bresciano
e che non vedo ormai da tempo.
Non tutti i viaggiatori sanno che lì
c’è un orologio rotto: alcuni modificano
il proprio, mentre altri si rivolgono
agli addetti chiedendo spiegazioni,
lamentando il disservizio.
E per certuni quella lapide è patetica,
porta tristezza alla mattina presto a questi
che si recano al lavoro. Gradirebbero piuttosto
un cartellone che la sostituisca,
qualcosa d’esplosivo, una pubblicità di sconti
eccezionali, di prezzi bomba, qualcosa
d’inimmaginabile, che colpisca le coscienze,
che sui passanti abbia un effetto devastante.
Matteo Fantuzzi (Castel San Pietro Terme, 1979), da Kobarid (Raffaelli, 2008)



