Ciclo del mare

Davanti ai palazzoni orrendi, quelli bianchi, con piscina, fronte mare,
forse ora si convertono le dune, forse ancora
si avvicinano incerte, in sé, senza sapere
quanto bagni la pioggia la sabbia,
o ancora quanto si sollevi su se stessa la corrente
di un mare che sottrae quanto deposita.

Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Ritorno a Planaval (Mondadori, 2001)


Il mio pezzo forte

My party piece:
I strike, then from the moment when the matchstick
conjures up its light, to when the brightness moves
beyond its means, and dies, I say the story
of my life –

dates and places, torches I carried,
a cast of names and faces, those
who showed me love, or came close,
the changes I made, the lessons I learnt –

then somehow still find time to stall and blush
before I’m bitten by the flame, and burnt.

A warning, though, to anyone nursing
an ounce of sadness, anyone alone:
don’t try this on your own; it’s dangerous,
madness

Simon Armitage (Huddersfield, 1963), da Poesie (Mondadori, 2001)

Il mio pezzo forte:
l’accendo, poi, dal momento in cui il fiammifero
dichiara la luce, sino a quando la luminosità si muove
oltre i propri mezzi e muore, io racconto la storia della mia vita –

date e luoghi, le torce che ho portato,
diversi nomi e volti, chi
mi ha dato amore, chi ci è andato vicino,
i cambiamenti fatti, le lezioni che ho imparato –

poi trovo ancora il tempo di esitare e arrossire
prima di essere morso dalla fiamma, e bruciato.

Un consiglio, a chiunque culli in sé
un’oncia di tristezza, a chiunque sia solo:
non provate a farlo voi stessi; è pericolo,
follia.