È credere in qualcosa che si tenta

È credere in qualcosa che si tenta,
in qualcuno
la fede
che fa nascere il giorno
e lo apre
e lo incendia

è sapere
di una risposta
(è rispondere ad una sponda):

che sempre c’è vita, che c’è sempre
forza.

Marco Marangoni (San Donà di Piave, 1961), da Congiunzione amorosa (Moretti&Vitali, 2013)


Trovammo gesti fra foglie

Trovammo gesti fra foglie
improvvise spirali inattese
cose appartate, audaci
nel loro essere inconsuete,
insolute, mordaci paure, parole
portate lì, muraglie di somme
– resti – di ciò sappiamo e non
siamo – orme.

Gabriele Gabbia (Brescia, 1981), da La terra franata dei nomi (L’arcolaio, 2011)


Dai balconi

Rimani in silenzio.

Ascolta quest’aria
questa musica che sale
sulle pieghe dei vestiti.
Nel soggiorno la tavola è pronta.
Le cose sono tutte qui, in ordine,
fedeli al loro posto.
Fuori il sole
muta e incendia
la forma delle nuvole.

Massimiliano Mandorlo (Cattolica, 1983), da Luce evento (Raffaelli, 2012)


Nero Seppia

In questo paesaggio
rimangono due mani che vangano la terra
un albero gira ed è tutta la preghiera.
Vorrei essere semplice nel dire
come questo tuo parlare senza colore
l’inizio del segno, o solo la sua conclusione.
Gli uomini sono nel mezzo.
Qualcuno si è allontanato e
ci ha lasciati soli
i poeti rimangono in un cappotto
sono attenti, nella distanza delle mani.

Chi è necessario dice ciò che resta
e non vuole niente.

Sebastiano Aglieco (Sortino, 1961) da Giornata (Ed. La vita felice, 2003)


Solo agli strilli rimane un senso di verticale

Solo agli strilli rimane un senso di verticale
da basso risalire; qui non si misurano in acri
ma in lembi da strappare alla piena che risale
i magri gli avanzati i salvabili resti.

Dopo un’entrata assassina il guaito accarezza
soltanto la punta dell’erba; qui non il cerotto
ma la crosta rimargina al circostante
vetrocielo: siamo fatti per le storie da ascoltare

se è vero che dormono le armi in fondo ai pozzi
e gli striscioni fatti a brani stanno bene con il nodo
sopra la camicia. Ci sono rughe nette lungo il mento
e poche tenui parole; qui si ride ormai di tutto.

Marco Bini (Vignola, 1984), inedito

 


Primo intermezzo

Sono sicura che lo pensi
anche tu: è morta

perché nessuno la amava.

E io ti dico che sbagli. E’ vero
che passi una vita
a non sentirti amata ma muori
il giorno

che capisci di non meritare
tutto l’amore che ti danno.

Azzurra De Paola (Roma, 1983), da Benedizione per la bassa moltitudine (Le Voci della Luna, 2011)


Noi siamo cresciuti senza padri

Noi siamo cresciuti senza padri
non avevamo punti di riferimento
vagavamo senza meta
da un punto all’altro della città.
Noi siamo cresciuti soli
senza domeniche sui laghi
non sapevamo dove andare
vagavamo senza scopo
da un punto all’altro della città.
Noi siamo cresciuti senza approvazione
senza giudizio, senza prati da
calpestare. Noi
siamo cresciuti senza voce
in un mondo vuoto siamo cresciuti
pieni di dolore vagando
da un punto all’altro della città.
I nostri padri sono fuggiti
si sono perduti in amori più importanti
del nostro piccolo amore di bambini.
La notte pregavamo che tornassero
ci aspettavamo che comparissero
sull’uscio con un sorriso nuovo.

Mauro Fabi (Roma, 1959) da Il motore di vetro (Palomar, 2004)