Moja matka stoi nad łóżkiem
Pubblicato: 8 gennaio 2014 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Julia Hartwig 1 CommentoMoja matka stoi nad łóżkiem.
Wstawaj przespałaś tysiąc dwieście trzydzieści poranków słonecznych
i nieskończoną ilość mglistych. Czekają na ciebie.
Ale nie ma nikogo. I jej już nie ma.
Nastawiam radio, żeby zagłuszyć wspomnienie jej głosu.
Na trawie widać ślady nocnego jej szronu.
Drzewa otrzasneły sie przez noc z ostatnich liści.
Jak to się dzieje, że jest we mnie radość i ból równocześnie.
Julia Hartwig (Lublino, 1921) da Sotto questa isola (Donzelli, 2007)
Risveglio alla luce della grazia
Mia madre è in piedi accanto al letto.
Alzati, dormendo ti sei persa milleduecento mattine assolate
e una quantità infinita di mattine nebbiose. Ti stanno aspettando.
Ma non c’è nessuno. Non c’è più neanche lei.
Accendo la radio per sopraffare il ricordo della sua voce.
Sull’erba si vedono tracce di brina notturna.
Durante la notte gli alberi si sono scrollati di dosso le ultime foglie.
Ma come mai c’è in me felicità e dolore nello stesso tempo.
I versi, 1
Pubblicato: 7 gennaio 2014 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Titos Patrikios Lascia un commentoI versi sono come i figli.
Crescono nelle viscere con rumori segreti,
soffrono dentro di te, si ammalano,
poi inaspettatamente crescono,
un giorno ti si rivoltano contro,
contro di te che hai dato loro vita,
finché poi se ne vanno per sempre
e non sono più soltanto tuoi.
Titos Patrikios (Atene, 1928), da La resistenza dei fatti (Crocetti, 2007)



