Corrado Benigni consiglia Ingrid De Kok

Sticks on stone

IV

Gather it all together at once
in an instant, into the grip of one hand:
people, places, shapes, weather, times,
then drop like pick-up sticks on stone,
observe intersections, scry the mirror
of the forgotten, read the bones.

Ingrid De Kok (Stilfontein, 1951), da Mappe del corpo (Donzelli, 2008)

Bastoncini sulla pietra

IV

Afferrali insieme in un colpo solo
veloce stringili nella mano:
persone, luoghi, forma, clima, tempi.
Poi lasciali cadere come bastoncini sulla pietra
osserva gli incroci, decifra lo specchio
dei dimenticati, leggi le ossa.
(Traduzione di Paola Splendore)

***

Poco tradotta in Italia, ma conosciutissima nei paesi di lingua inglese, Ingrid De Kok, classe 1951, è oggi una delle poetesse sudafricane più interessanti e vigorose. La sua poesia – che si distingue per l’economia del verso, i tratti smorzati, l’assenza di retorica e di sentimentalismo – si inserisce nel solco tracciato da poeti come Robert Frost, Elisabeth Bishop e Thomas Hardy.
In questo testo – magistralmente tradotto da Paola Splendore – l’autrice sembra chiedersi come sia possibile sottrarre i propri ricordi alla storia ufficiale del paese e riconciliarsi con un paesaggio amato che porta ancora i segni della violenza subita. Il tema, soltanto all’apparenza privato, si apre a una riflessione più ampia fino a includere un territorio che non è più solo personale. (Corrado Benigni)

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