No, no nus capisin pui

No, no nus capisin pui
dicevi iò, proprit no nus capisin:
inutil nu’ stâ denant,
lu tente dome cui ch’al cjale,
sperant religion,
lis imaginutes de caroces,
chês parsore li’ cjadrees dai trenos.
E tu no tu as pui spazios:
dome angui
‘n miêc tun vagon e ‘n altri.

 

Flavio Santi (Alessandria, 1973), da Rimis te sachete (Marsilio, 2001)

 

No, non ci capiamo più
dicevo, proprio non ci comprendiamo:
inutile starci davanti,
ci prova solo chi guarda,
sperando religione,
i santini delle carrozze,
quelli sopra le poltrone dei treni.
E tu non hai più spazi:
solo angoli
tra un vagone e l’altro.

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