All’alba

All’alba,
quando l’aria della notte
si ritira silenziosa
nell’emisfero della nostalgia,
il calice minuscolo del fiore
trasale diffondendo
un suono fondo,
vibrante come un gemito di cattedrale,
simile all’echeggiare della più assordante
campana;
peccato
che il nostro orecchio non è fatto per udirlo
e nessuno mai ci dice
per chi rintoccano
le campane dei fiori.

Ana Blandiana (Timișoara, 1942), da Un tempo gli alberi avevano occhi (Donzelli editore, 2004)


Se tutto va bene poi si sta male

Se tutto va bene poi si sta male
dopo le strette di mano, le pacche
le forti emozioni si aprono valli
di vuoto, strapiombi, desolazioni

Se ti alzi voglia il cielo dal letto
sei costretto a respirare l’aria
mattutina, a sopportare la brezza
il caffè la moina del buongiorno
dei pimpanti: avanti! Sempre
avanti! Contro il risucchio
tenebroso della notte, darsi
regole fissare appuntamenti
per restare sull’elenco
dei presenti

Maddalena Bergamin (Padova, 1986), da L’ultima volta in Italia (Interlinea, 2017)