‘l eco de le vósi

Al vènare e a la doménega
se magna da la zia
la tola xe la TULIP de la Knoll
la zia prepara al vènare pésse
e a la doménega ganasséte
de inverno megio méterse
un magión belo grosso de lana
la stanzéta xe freda –
anca parché el muro confina
col spazio grando de quela che na volta
gera la nostra fornasa e che desso i organiza
mostre de la Bienàl –
sèrte matine se sénte che i bate
zénte che va e che vien, e ʼl eco de le vósi.

Andrea Longega (Venezia, 1967), inedito


L’eco delle voci

Al venerdì e alla domenica / si mangia dalla zia / il tavolo è il TULIP della Knoll / la zia prepara al venerdì pesce / e alla domenica guancette di vitello / dʼinverno meglio indossare / un maglione pesante di lana / la stanzetta è fredda – / anche perché il muro confina / con lo spazio grande di quella che una volta / era la nostra fornace e dove adesso organizzano / mostre della Biennale – / certe mattine si sente battere / gente che va e che viene, e lʼeco delle voci.

 

 

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