Le bambine dagli occhi fermi

Le bambine dagli occhi fermi
avanzano fra i giocattoli
col passo delle prede cacciatrici
si innamorano lentamente
delle cicatrici, vedono maniglie d’oro
dove un tempo non c’erano
neppure serrature.
Si prendono cura del proprio corpo
come ci si prende cura di un neonato:
lo allattano lo puliscono lo vestono
lo fanno sentire voluto.

Le bambine dagli occhi fermi
si lavano i denti con tanta foga
poi corrono sul letto a fare capriole
per rompere la maledizione
e quando ritornano a dormire
mettono la testa sotto il cuscino
per non sentire
che è possibile anche l’amore.

Naike Agata La Biunda (Catania, 1990), da Accogliere i tempi ascoltando (Lietocolle-Pordenonelegge, 2017)

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3 commenti on “Le bambine dagli occhi fermi”

  1. poetella ha detto:

    “… lo fanno sentire voluto.”
    Stupendo.
    E la chiusa, poi…
    Approfondirò.
    Grazie

  2. poetella ha detto:

    L’ha ribloggato su Poetella's Bloge ha commentato:
    Mi è proprio piaciuta.
    Bella poesia, vero?

  3. marcello comitini ha detto:

    È catanese come me. Non dovrei criticarla ma questa accozzaglia di parole messe insieme nel tentativo di produrre effetto non dice nulla. Poi c’è una “svista” che aggrava la situazione. E infine mi chiedo: perché ritornano a dormire? Quando hanno dormito prima? Il solo merito è quello di tentare una poesia alla Andrea Camilleri mescolando lingua italiana con dialetto siciliano. (Italianizzato)


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