Etica e resurrezione

Abbiamo visto la resurrezione
l’abbiamo chiamata ipotesi: una questione
di atteggiamenti, sapori, linee di confine,
spingersi avanti per non retrocedere,
avere paura. Gli errori sono edera,
senza seme non fioriscono. Guarda
la responsabilità scintillante
come spande la sua luce, la sofferenza
animale: ce la portiamo sulle spalle
diversi pesi e stesse consistenze.

Sei troppo viva, troppo vera
eppure fantasma. Ti ho costruita
come fossi una prosa: ci ho messo
del mio, prima lasciandomi andare
e poi – sempre sotto controllo –
seguire l’ansa, il letto, la direzione.

Siamo simili, ci eguagliamo.
Vivo e sono pubblico: la macchina
costruisce archi di meridiano, i corpi
angoli sempre nuovi. Attendo
le sterzate più brusche per voltarmi
e rifletterti, guardare
la nuova posizione che assumi.

Pietro Cardelli (Borgo San Lorenzo, 1994), da Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2019)


Il piede del bambino più piccolo

Il piede del bambino più piccolo
è più grande d’ogni tuo pensiero
Cosa mangia la foglia adesso?
Il pianto del bambino più piccolo
ha coperto il tuo canto, il mondo
sta strillando sull’altare
Il fiume, il salice, la porta. Il tronco spalancato
Ti cadono le foglie dalla testa, te ne accorgi?

Ida Travi (Cologne, 1948), da Tasar (Moretti &Vitali, 2018)

– consigliato da Azzurra D’Agostino