Alberto Garlini consiglia “Cara poesia, se tu vuoi venire vieni” di Claudio Damiani

Cara poesia, se tu vuoi venire vieni,
se non vuoi venire non vieni,
fa’ come fossi a casa tua,
con me devi fare così;
solo, non posso io non venire qui
monte, e non posso non ammirare le tue spalle
e non posso non respirare, qui, la tua aria
che mi nutre e senza la quale
non potrei vivere,
non posso non respirare i tuoi colori
che ti circondano, come vestiti
sempre diversi,
e sentire l’odore delle tue piante, e della tua terra,
e con la mano sentire calda
la tua pietra, come testa d’un bimbo.


Claudio Damiani (San Giovanni Rotondo, 1957), da Il fico della fortezza (Fazi, 2012)

 

Il cantico di frate sole venne scritto da Francesco d’Assisi mentre soffriva degli indicibili dolori che lo avrebbero portato alla morte. Nella difficile realtà disgregata della malattia, Francesco vedeva il trionfo della vita in dio, e nelle sue creature. Sole, acqua, fuoco sono nel cantico come il monte, le piante, la terra, la pietra e la testa di un bimbo nella poesia di Claudio Damiani. Bellezza pura e necessaria. Ma bellezza che a differenza della poesia del santo possiede sia tratti panteistici che di fuga. Fuga da un mondo disgregato, che purtroppo ritrova il miracolo della natura e della bellezza quasi come salvezza quotidiana e non come normale possibilità di vita.

Alberto Garlini

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