Pierluigi Cappello consiglia “Vicinato” di Yang Lian

Affidarsi significa prestare fede in qualcosa. E per il poeta che ho scelto è un atto più che mai necessario perché non sono in condizione di dirvi quanto e se siano ingenti le perdite della traduzione. Dunque, per questo autore, sono costretto a prestare fede alla traduttrice, tanto più che egli individua nella refrattarietà alla traduzione il valore di ogni buona poesia. Vi sto parlando di Yang Lian, nato a Berna nel 1955 da una coppia di funzionari d’ambasciata, cresciuto a Pechino, e, da quando ha pubblicamente condannato le scelte repressive del governo cinese dopo i fatti di Piazza Tian’anmen, esule e cittadino del mondo. Ho conosciuto il suo lavoro l’anno scorso, quando ha vinto il premio internazionale Nonino. La poesia che ho scelto è tratta da “Dove si ferma il mare” Scheiwiller, 2004, a quanto ne so l’unica traduzione in volume pubblicata in italia, se si esclude un’antologia Einaudi, in cui è in compagnia di altri protagonisti della poesia cinese contemporanea. A me Yang Lian piace molto perché è capace di unire una visionarietà antichissima e un taglio occidentale, paradossalmente razionale. Ne risultano poesie che sono sogni lucidi, precisi come lo scatto di un otturatore. Eccovene l’ esempio:

Vicinato (4)

una poesia dei vivi è quanto di più vicino ai morti
una possibile tomba nascosta in cielo
come un’impossibile soffitta        chiude a chiave nella polvere
un ragno o una mosca
i cadaveri sono scatole intagliate che i fantasmi prenotano per abitarvi
aspettando che la mia mano       quando si apre lasci impronte
il topo della scala appena calpestato ritorna in vita

luce risvegliata cent’anni fa
che con stridule grida    taglia via l’ombra della fantasia del poeta
una nuvola in piedi sulle tegole
abituata a decomporsi in caviglie grigiastre
declama quanto di più vicino ai vivi
e come reliquie che rovistano fra le mie dita
esibisce     la vergogna che ogni uomo dovrebbe sentire

Yang Lian (Berna, 1955), da Dove si ferma il mare (Scheiwiller, 2004)

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One Comment on “Pierluigi Cappello consiglia “Vicinato” di Yang Lian”

  1. tizianatius ha detto:

    “una poesia dei vivi è quanto di più vicino ai morti”

    niente di più vero…


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