L’alibi della pelle

Nel prendere sonno torniamo a essere bambini
e ti sorprendo a vestire bambole sull’orlo
del letto, a pettinargli silenziosamente i capelli.

Con uno sforzo metti a fuoco la pioggia sui vetri,
un punto qualsiasi del mio viso, la barba,
la linea del naso e lo fai non solo con gli occhi
ma anche con lo stomaco, con l’interno delle ossa.
Così voglio che ci ritrovi il respiro del ventilatore,
a scrutarci oltre lo scarto minimo, l’alibi della pelle
appena abbozzati col gesso nello spazio dell’intenzione,
immobili come le donne nella stampa giapponese.

Si sfaldano nello sguardo i margini: la macchina per cucire,
la bella stagione e noi due sul tappeto mescolati insieme
come il femminile e il maschile nell’onda di Hokusai.

E poi di seguito i colori, il rosso bruciato, il verde,
il blu sempre più rigido cui non riusciamo a dar forma.

Antonio Bassano (Roma, 1976), da L’imperfezione dei cardini (Le Voci della Luna, 2009)

 


Tutto è in affitto

Andiamo via
è ora di un altro luogo

siamo grucce per cappotti
manichini per cappelli

forme per guanti

tutto è in affitto
tutto ha un prezzo

il corpo pare lo dobbiamo restituire
e quanto ci è costato
dobbiamo cedere tutto al mondo
quando ce ne andremo

tutto è in affitto
tutto ha un prezzo

nella tua macchina, nella tua casa, nel tuo bagno,
nel tuo letto, nelle tue braccia, tra le tue gambe

tutto era in affitto
tutto aveva un prezzo

tranne nel tuo cuore,
occupato da te.

 

Anna Toscano (Treviso, 1970), da Doso la polvere (La Vita Felice, 2012)