– lettera III –

Buongiorno Signor Direttore, prima di impallidire si volti lentamente verso la finestra e guardi fra le frasche del parco… mi vede? sono scappato; adesso dal più alto dei castagni guardo la ditta sbattere le ali, osservo l’arrovellarsi impazzito dei commerci… senza di me.
Nel crepuscolo i cancelli automatici coi lampeggianti fiacchi i corrieri espressi con i capelli arruffati, le colleghe turbate dalla vita matrimoniale che hanno smesso di fumare ma tossiscono ancora rimbrotti, ancora…
Mi vede Signor Direttore? Da quassù le scrivo col più largo respiro, nel gesto rallentato dell’iperventilazione, pilotando finalmente lo sguardo, d’aria, oltre ogni moderna inquadratura.
Ecco, è tutto, la saluto cordialmente.

Morbegno, 20\5\2003

Francesco Osti (Morbegno, 1976), da Errore di sintassi (LietoColle, 2005)


Integrazione

Sta a Bologna, contratto co.co.co.,
appartamento condiviso con quattro
studenti, trecentosettantacinque
più bollette, letto e scrivania
acquistati all’Ikea: mi dice che ogni
sveglia delle sette fa rinascere l’idea
di andarsene da lì. Alla Coop
di via Mazzini compriamo le Macine
per domani a colazione: confessa
che forse la tessera del supermarket
gli converrebbe farla davvero, che
sono queste le piccole stronzate
che ti aiutano a prenderla meglio,
anche se poi alla cassa mi parla dell’ex
che spunta ogni tanto dall’angolo
con via Zamboni, e usciamo
sulla strada che già è umida la sera.

“Con tutti ‘sti biscotti, se avevo la tessera,
avrei già preso la caffettiera”.

Francesco Targhetta (Treviso, 1980), da Fiaschi (ExCogita, 2009)