L’antica epoca della nostalgia

Those hours given over to basking in the glow of an imagined
future, of being carried away in streams of promise by a love or
a passion so strong that one felt altered forever and convinced
that even the smallest particle of the surrounding world was
charged with purpose of impossible grandeur; ah, yes, and
one would look up into the trees and be thrilled by the wind-
loosened river of pale, gold foliage cascading down and by the
high, melodious singing of countless birds; those moments, so
many and so long ago, still come back, but briefly, like fireflies
in the perfumed heat of summer night.

Mark Strand (Summerside, 1934), da Quasi invisibile (Mondadori, 2014)

Quelle ore concesse al crogiolarsi nel lucore di un fu-
turo presunto, dell’essere trascinati via in torrenti di
promessa da un amore o una passione così intensi che
ci si sentiva cambiati per sempre e convinti che anche
la più minuscola particella del mondo circostante fos-
se carica del proposito di un’impossibile grandeur; ah,
sì, e si sarebbe guardato all’insù tra gli alberi e ci si sa-
rebbe sentiti elettrizzati dal fiume sprigionato dal ven-
to che faceva cascate del fogliame pallido, dorato, e dal
cinguettio acuto e melodioso di innumerevoli uccelli;
quei momenti, così numerosi e così remoti nel tempo,
tornano ancora, ma brevi, come lucciole nell’afa fra-
grante di una sera d’estate.

 

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