L’Italia (è un melograno)

Io in vita mia ho comprato e trapiantato un unico albero
un melograno
ho scelto un angolo del giardino
da dove si vede la ghiera dei monti
dal San Gabriele fino al Nanos
quella cresta è stata Italia e Jugoslavia e poi Slovenia
è stata terra dolorosa e di rancore

i confini dovrebbero essere come gli orizzonti
quando ti muovi si muovono anche loro
se ti fermi si fermano con te
ma ti fanno sempre sentire al centro esatto del mondo

e patria è dove
un uomo pianta un melograno
e può aspettare di mangiarne i frutti

Francesco Tomada (Gorizia, 1966), da Portarsi avanti con gli addii (Raffaelli, 2014)


Sono questi travi color miele

Sono questi travi color miele
quando ci siamo entrati qui
e abbiamo risposto che
ci piaceva;

e non pesava se si sentivano
le macchine dalla statale
se si sentiva il treno:
a quel se se abitua
e dopo se dorme ben
se dorme come esser putei
nel sedile posteriore
mentre papà guida
fino a casa

e non contava se dal terrazzo
lo sguardo si arrampicava
fino alla vetreria sconfinata e grigia.

Sono questi travi color miele
guardali bene panciallaria:
sono le costole della balena
pensiamo stratagemmi
per convincerla a
farci restare
che ci tenga lontano
dallo sfiatatoio.

Sono questi travi color miele
quando ci si mette sul divano
a guardare su
si vedono ancora le impronte
delle scarpe antinfortunistiche
degli operai

– mi dicevo –

operai bastiancontrari
che camminano testa in giù
sangueallatesta
proviamoci anche noi
a guardarlo
dall’altra parte
questo mondo

 

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), da Pieghevole per pendolare precario (Le Voci della Luna, 2011)