L’amicizia per te non è stata da sempre

L’amicizia per te non è stata da sempre
lotta assidua, inclemente
contro l’immobilità? quella che ora ti è preso,
e solo le scosse di un’auto impazzita
fanno balzare il tuo corpo, imitano
una ripresa della vita?
“So a memoria le poesie che scrivi:
e anche se non le capisco – dicevi –
le recito per te, come l’amore
passa per queste vesti che nessuno cura,
logore, sporche, ora anche tu hai lasciato
l’ordine della casa per un letto di spine,
per i bagliori dell’acqua, per la corrente
impalpabile di questo fiume.
Morissero –
e piangevi sulla tua tonaca – quelli che hanno
pensato anche una sola volta al mio letto,
liberassero il mondo dal peso
della loro spaventosa allegria,
Dio! – gridarti atterrito –
nella tua infinita misericordia ingiustizia
togli loro la vita,
l’idea di salvezza che imbrattano
per non incontrare il dolore”.

Cesare Viviani (Siena, 1947), da L’opera lasciata sola (Mondadori, 1993)

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