Così sparpagliate, le notti,

Così sparpagliate, le notti,
respirate dall’alto a luce accesa
un gioco scalzo dei giorni sul viso.
Non volevamo noi morirci dentro
come piante senza sete
a rimandare l’ultima parola,
credevamo di tremare più degli altri
alla fine della festa, sotto casa…
Sei sempre tu nella mia caccia di presagi
anche il vento lungo i nastri della sagra
è il mio perderti ogni volta
un ritrovarti.

Isabella Leardini (Rimini, 1978), da La coinquilina scalza (La Vita Felice, 2008)

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