Da quando il mondo è finito ti scrivo con più regolarità

Da quando il mondo è finito ti scrivo con più regolarità
(ogni giro di luna).
 
Dico finito ma esagero.
Ogni cosa è al suo posto.
Ma sono i posti 
che non ci sono più
che sono incasellati in un termitaio:
un favo abbandonato dalle api.
 
Lì 
probabilmente
esiste un Ordine Conclusivo.
(Voglio dire che il mondo non è stato ammassato a caso).
 
Ma noi non siamo interessati a queste cose.
Noi volevamo affittare un monolocale
per avere qualche rapporto intimo (non proprio sessuale):
ad esempio lavarci reciprocamente i capelli e pettinarci
e poi scegliere i nostri vestiti secondo una logica
che a me piacerebbe definire
stringente.
 
Poi volevamo costruire una libreria in cucina. Un vero ricettario
perché secondo me nella vita non si dovrebbe fare altro che cucinare
anche se poi non si mangia quasi niente.
Roberto Amato (Viareggio, 1953), Il disegnatore di alberi (Elliot, 2009)
– consigliato da Alberto Cellotto
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