Da un’altra psicologa

Quand’è fuori dal nido cosa fa?
Mi chiese dopo che con precisione
di panico e di agorafobia
le avevo riferito.

Domanda errata – le direi oggi –
non è andar fuori, è rincasare
che mi fa male.

Come un cane legato alla catena,
più corta
più lasca
dipende,
abito insieme alle mie ossessioni.

Potrei vivere a New York o a Nuova Delhi,
da questa casa
da questa città
non uscirò più.

Antonio Turolo (Mestre, 1962) da Corruptio optimi pessima (nuovadimensione, 2007)


V. Euridice

Teneva in mano la foto di lei, sussurrava:
<<Benché la strada sia impercorribile,
ti strapperò di dove sei>>.
E le labbra mute di lei mormoravano:
<<È tua la notte invincibile,
è morte sposata. I tuoi sogni
si disfano come la carne>>.
<<Arcuerò una musica stregata
venendo a te, la parola
che ti ricondurrà
alla nostra casa. >>
Ma lei disse, allo scoccare del sole:
<<Ormai io sono dove non guardi. E poi,
verresti a me con legacci e fardelli,
con la tua gabbia indosso?>>

Rosita Copioli (Riccione, 1948), da Furore delle rose (Guanda, 1989)