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E siano i versi

“L’impoetico: raccontalo a lampi.
Nomina le nuove impercepite
cose del mondo in cui ora siamo
immersi. E siano i versi

attenti al comune, alla prosa,
che servi. E all’arso
cicalio delle stampanti, poi che canto
è forza di memoria e sentimento

e oggi nient’altro che il frammento
sembra ci sia dato per istanti,
tu pure tentalo, se puoi, come tanti
durando un poco oltre quel vento…

Gianni D’Elia (Pesaro, 1953), da Congedo della vecchia Olivetti (Einaudi, 1997)



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