Voi, che in alto mare o a cento metri da riva 

Voi, che in alto mare o a cento metri da riva
gettate in acqua i profughi a affogare,
voi che li rapinate del poco rimasto,
lì, ancora a bordo, o con decreto di Stato
(perché rimborsino così l’assistenza),
voi che li chiudete sui treni, che al confine
li bloccate per mesi, che innalzate muri
e reticolati, e voi che ne acciuffate centomila,
giunti – fra guerre, viaggi, fame e centomila
pericoli – e li rimpatriate sui charter,
voi, che vi fate esplodere nei mercati,
o preferite invece imbottire di tritolo
ragazzini innocenti,
voi che bombardate a tappeto,
(e qualche volta – ma chiediamo scusa –
perfino, per errore, gli ospedali)
voi che demolite le case dei vostri oppositori,
voi che radete al suolo città vive
e città monumento (impiccandone i custodi),
o, perché no, la foresta amazzonica,
voi che sparate nei locali sugli inermi,
e voi inventori dei desaparecidos,
dei voli della morte,
voi che rapite, odiate, mozzate
mani, piedi, nasi, orecchie, sessi,
strappate occhi, unghie, lingue e denti,
tagliate teste, filmate, proclamate,
– meglio in nome di Dio, per dare un senso –,
voi che, in nome della giustizia
eseguite condanne a morte,
che trucidate suore e missionari,
cooperanti e volontari,
voi che incendiate prigionieri in gabbia,
che vi schiantate con gli aerei sui palazzi,
che riducete in schiavitù i bambini,
che ne abusate o ne vendete il corpo,
o li gettate dall’ultimo piano,
voi che sparate all’impazzata
in una scuola o in un campus,
che seppellite vivi, che profanate tombe,
voi che create campi segreti
di lavoro e sterminio,
e date corso a aborti programmati,
voi trafficanti di droga, di armi, di organi,
di rifiuti tossici, di cibi avariati,
voi che operate la tratta delle donne,
voi che sfruttate, estorcete, raggirate,
voi bulli, voi ricattatori,
voi che strozzate popoli e nazioni
col debito, voi
che conculcate libertà e istruzione,
e voi che sopra sfoggiate parate,
e sottoterra testate l’atomica,
vivisettori, e voi che costringete
gli orsi sdraiati in gabbie su misura
o che inchiodate i piedi delle oche
per lucrarne fegati più grassi,
che sterminate foche, balene, visoni,
voi che inquinate,
che date fuoco ai gatti, perché correndo impazziti
appicchino ai boschi gli incendi dolosi,
voi che date fuoco ai barboni,
voi stalkers, baby-gangs, ultràs, e hooligans
che circondate una mendicante a terra e le orinate addosso,
voi satanisti, voi squadristi e neonazisti,
voi revisionisti e negazionisti,
voi che perseguitate razze e orientamenti
diversi di pensiero o di sesso,
voi che picchiate la moglie e i figli,
che trucidate madre, padre, moglie, figli,
chiunque, per gelosia, un insulto, quattro soldi,
un sorpasso, un posteggio, una squadra di calcio,
che maltrattate gli anziani e i disabili,
percuotete i dementi, trascurate i malati,
li sopprimete a tradimento in ospedale,
o vi fate, a scherno, un selfie col cadavere.
voi che per denaro operate chi è sano,
voi che abbandonate bambini e animali,
voi che torturate gli inermi,
che rinchiudete nel buco di una cella
ingiustamente (o giustamente, con giustizia
dai modi ingiusti), voi ‘giusti’
che impunemente picchiate i prigionieri,
che con viltà infierite su chi è debole
o privo di risorse, e che ridete
sulla sventura altrui e sul dolore,

considerate la vostra semenza,
considerate se questo è un uomo.

27 gennaio


Alessandro Fo
(Legnano, 1955), da Esseri umani (L’arcolaio, 2018)

-consigliato da Claudio Pasi



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