Una fotografia del 1956
Pubblicato: 14 febbraio 2020 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Claudio Pasi 1 CommentoÈ una fotografia in bianco e nero
di mia madre da giovane che porta
una gonna leggera di tessuto
à pois, stretta alla vita
da una cintura con la fibbia tonda.
Vanno verso lo sfondo prospettive
di pioppi che fiancheggiano il canale
e sul colmo dell’argine sono
appoggiate l’una all’altra due
biciclette, appena lucidate.
Vicino c’è mio padre,
il maglione annodato intorno alle
spalle, i capelli con la sfumatura
alta sopra la nuca e rilucenti
di brillantina. Esprime nello sguardo
l’ironia di un desiderio d’amore
trattenuto, mentre lei gli sorride
di timidezza vera e lo respinge
per scherzo.
Sul retro, nell’angolo
in basso, scritta a inchiostro di china
scolorito, la data: primavera
del ’56, forse il pomeriggio
di un aprile ventoso o una domenica
di marzo, quando io non esistevo.
Claudio Pasi (Molinella, 1958), da Ad ogni umano sguardo (Aragno, 2019)
13 febbraio, insolazione
Pubblicato: 13 febbraio 2020 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Stefano Dal Bianco Lascia un commentoIl sole che nel nuovo parco cittadino si appoggia in silenzio sulle schiene
dei cani e delle madri, e si rifrange sulle ciglia dei bambini addormentati,
sulle capigliature rare dei pensionati in vena di pensieri miti,
e che come un ricordo d’amore
pretenderebbe di avere con gli altri anche me
nella promessa della primavera, quasi
quasi ci riesce:
sento che anch’io, basterebbe volerlo,
potrei entrare nella luce di febbraio
e di sicuro sarei già più leggero,
se non fosse la testa intontita e un poco troppo sollevata
per condividere qualcosa, in questo giorno.
Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Ritorno a Planaval (LietoColle-Pordenonelegge, 2018)



