In is ruas mínimas de una bidda

In is ruas mínimas de una bidda
apu biu piciocus amanniendi.
Totus ugualis e nous e bellus asut’e soli.
Perou cussa vida chi arrumbulánt
aintr’e is manus fiat cerchioni:
calencunu gioghendi beni,
áterus mali cun sunrisu sempribirdi
tostada nebidedda.
Genti de innoi chi abarrast a castiai –
po tui perdi no fiat perdonábili:
tui as amostau ca stimai indiscriminau
no est stimai indistintu.
E is de tui chi funt partius (chi ant dépiu)
dd’arregordant – puru is chi
una borta ddus camminást a pitzus
e immoi camminas aintru.


Omar Ghiani Saba 
(Cagliari, 1984), da Sardonicu (inedito)
Sulle strade minime di un paese
io vidi crescere ragazzi.
Tutti uguali e nuovi e belli sotto il sole.
Ma quella vita che rotolavano
tra le mani era un cerchione.
Alcuni giocarono bene,
altri male in un sorriso sempreverde
timo duro.
Gente di qui che stavi a guardare –
per cui perdere non era perdonabile:
tu hai insegnato che amare indiscriminato
non è amare indistinto. E quelli dei tuoi
che partirono (che dovettero)
lo ricordano – anche quelli a cui
un tempo camminavi sopra
e adesso cammini dentro.

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