Invito

Dalla stanza dello sposo voce tenue, basse.
i fruscii, avvertibili, sul parquet del corridoio. È qualcosa
di fragile verde quello che accade.
A notte
dopo la musica elettronica, nei silenzi
della campagna, le elegie di giugno
fino nel cuore di un solstizio tedesco.
Penso che forse stiamo fuggendo da qualcosa.

Dentro la casa vecchia guardo
una strada sterrata che taglia il prato,
un’alba come un orizzonte vasto,
fino i colli lontani della Franconia.

Gabriel Del Sarto (Ronchi, 1972), da Sul vuoto (Transeuropa, 2011)


A Nella Nobili

La fabbrica di vetro anch’io la conosco
e la valle appiattita di nebbia.

Adesso raccoglie l’Abbazia d’Ardenne
le tue carte sgualcite
di pianto: se ne stanno in silenzio
in modesta chiesetta riparate
dal mondo.

Ricordo il tuo viaggio e l’amore
imprevisto, “figure atypique
marginale”, ignorando
la colpa, hanno scritto.

Per le vie di Parigi – solo –
come un fischio sbandato
del vento, raccolgo il tuo nome
con furore e spavento.

Maddalena Bergamin (Padova, 1986), inedito