In is ruas mínimas de una bidda
Pubblicato: 29 Maggio 2013 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Omar Ghiani Lascia un commentoIn is ruas mínimas de una bidda
apu biu piciocus amanniendi.
Totus ugualis e nous e bellus asut’e soli.
Perou cussa vida chi arrumbulánt
aintr’e is manus fiat cerchioni:
calencunu gioghendi beni,
áterus mali cun sunrisu sempribirdi
tostada nebidedda.
Genti de innoi chi abarrast a castiai –
po tui perdi no fiat perdonábili:
tui as amostau ca stimai indiscriminau
no est stimai indistintu.
E is de tui chi funt partius (chi ant dépiu)
dd’arregordant – puru is chi
una borta ddus camminást a pitzus
e immoi camminas aintru.
Omar Ghiani Saba (Cagliari, 1984), da Sardonicu (inedito)
Sulle strade minime di un paese
io vidi crescere ragazzi.
Tutti uguali e nuovi e belli sotto il sole.
Ma quella vita che rotolavano
tra le mani era un cerchione.
Alcuni giocarono bene,
altri male in un sorriso sempreverde
timo duro.
Gente di qui che stavi a guardare –
per cui perdere non era perdonabile:
tu hai insegnato che amare indiscriminato
non è amare indistinto. E quelli dei tuoi
che partirono (che dovettero)
lo ricordano – anche quelli a cui
un tempo camminavi sopra
e adesso cammini dentro.
Perché all’inizio della vita tende
Pubblicato: 28 Maggio 2013 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Tomaso Pieragnolo Lascia un commentoPerché all’inizio della vita tende
ogni buona cosa, il fugato dubbio
o il decente perdono che l’ottusa
insistenza attanaglia, la madre verde
di rugiada estenuata e fresca
di nubi e di recenti piogge
che il suo nuziale attende perigliosa
ancora incerta tra l’amore e l’odio;
è il millesimato astro che non può
esistere nemmeno un’ora staccato
dal suo eccesso, affinché ogni stilla viva
per sempre attratta da due roghi e della luce
l’esatto alternarsi, perché sia possibile
invece amarsi e più non sapere
se qui comincia davvero un nuovomondo
o se ciechi viviamo la fine del tempo.
Tomaso Pieragnolo (Padova, 1965), da nuovomondo (Passigli, 2010)



