Mi dici poeta

Non so chi va e chi resta ma non per questo mi dici poeta
né perché caro, sempre, mi fu quest’ermo colle o perché
scrivo dei più deserti campi. Mi dici poeta per farmi felice
e così sai perché ti ho scelta.

Stefano Guglielmin (Schio, 1961), da Le volpi gridano in giardino, CFR, 2013


L’aria d’intorno chissà come

L’aria d’intorno chissà come
placata, e frizzante, e la gente
a spasso sospesa, aerea,
lentissima, vacante

e indifferente a un traguardo,
all’azione, al profitto, ma
più vaga nel giorno, nel chiaro
mattino di luce e parte

persuasa infine del tutto diffuso,
in aperta adesione e armonia,
nel presente assoluto, animato
dalla pace normale dell’esserci

senza conflitti o sfide, senza
miserabile calcolo, ma
nella pace e nella più normale
armonia discreta dell’esserci.

Maurizio Cucchi (Milano, 1945) da Malaspina (Mondadori, 2013)